Nostalgia di luce. L'ho interpretato così il fenomeno che osserviamo in questo periodo: con sempre più anticipo su tempi si addobbano con le luci natalizie vetrine, negozi, strade, case private... Più che seguire il primo istinto e criticare questo costume, ho preferito recuperare l'istinto primordiale ed interpretare questo anticipo come la impaziente nostalgia di luce che alberga nel cuore umano. Appena cambia l'orario e le notti diventano più lunghe, ecco che i commercianti si adoperano ad illuminare i loro negozi ed in fretta contagiano tutti in questo "soccorso" alla luce. Si cerca, almeno artificialmente, di compensare quell'assenza che è il buio. Forse nell'animo di tutti è presente la nostalgia di luce. E forse se indaghiamo bene, potremmo individuare anche la nostalgia di luce soprannaturale. Mentre è evidente il rimedio per estingure la nostalgia di luce, può sembrare più complesso trovare il mezzo per compensare quella di luce soprannaturale. Un rimedio quest'anno lo ha pensato la Presidenza diocesana di Azione Cattolica. Il modo per scoprirlo è presentarsi sabato alle 16.00 all'Oasi "Beati Martiri di Otranto" a Santa Cesarea Terme. Lì, andando insieme incontro alla luce, daremo un po' di ristoro alla nostra nostalgia...di luce. Non mancate.
don Lorenzo
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Pubblichiamo quest'oggi due commenti al Vangelo della Domenica delle Palme. Sono realizzati dai Responsabili Diocesani del Settore Giovani. Il primo propone un'analisi generale sul Vangelo della Passione; il secondo interpreta la domanda "voi chi dite che io sia?" dalla prospettiva dei giovani.

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Leggi tutto... [Domenica delle Palme - 5 aprile 2009]
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+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12,20-33) 
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
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Leggi tutto... [In cammino con la Parola- V domenica di Quaresima]
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Dal Vangelo secondo Giovanni 3,14-21
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
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Leggi tutto... [In cammino con la Parola IV domenica di Quaresima]
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